MOBILITà

PNRR e ricarica EV: Enel installa 3.700 colonnine a 90 kW in 5 regioni

Enel ha completato l'installazione di 3.700 punti di ricarica da 90 kW con i fondi PNRR in cinque regioni italiane. Analisi dell'impatto territoriale.

29 Giu 2026 5 min di lettura

Il completamento del progetto PNRR di Enel X Way

Enel ha portato a termine l’installazione di 3.700 colonnine di ricarica rapida da 90 kW distribuite in cinque regioni italiane, utilizzando i fondi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Secondo quanto riportato da DMove, l’operazione rappresenta uno dei più significativi interventi infrastrutturali per la mobilità elettrica nel Paese.

Le regioni coinvolte nel piano di dispiegamento sono Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. La scelta geografica risponde agli obiettivi del PNRR di rafforzare le infrastrutture di ricarica nelle aree del Centro-Sud Italia, storicamente meno servite rispetto al Nord del Paese.

Caratteristiche tecniche e distribuzione territoriale

I punti di ricarica installati erogano una potenza di 90 kW, classificabili come ricarica rapida. Questa potenza consente tempi di ricarica significativamente inferiori rispetto alle colonnine standard da 22 kW: un veicolo elettrico con batteria da 60 kWh può raggiungere l’80% di carica in circa 35-40 minuti, contro le diverse ore necessarie con colonnine in corrente alternata.

La distribuzione territoriale mira a colmare i vuoti infrastrutturali lungo le direttrici extraurbane e nei comuni di dimensioni medie. L’installazione di 3.700 unità rappresenta un incremento sostanziale della rete pubblica in regioni dove la densità di punti di ricarica era finora limitata.

Tempistiche di implementazione e obblighi PNRR

Il completamento dell’installazione rispetta le scadenze previste dal PNRR per la Missione 2 (Rivoluzione verde e transizione ecologica), che fissa milestone precise per gli investimenti in mobilità sostenibile. I fondi erogati vincolano i beneficiari a tempi di realizzazione stringenti, con penali in caso di ritardi.

L’operazione si inserisce nel più ampio obiettivo nazionale di raggiungere 21.355 punti di ricarica rapida entro il 2026, secondo quanto previsto dal Piano. La quota coperta da Enel rappresenta circa il 17% di questo target complessivo nelle cinque regioni interessate.

Impatto sulla diffusione dei veicoli elettrici

La disponibilità di infrastrutture di ricarica è uno dei principali fattori che influenzano le decisioni di acquisto di veicoli elettrici, in particolare per chi non dispone di possibilità di ricarica domestica. L’installazione di 3.700 colonnine rapide riduce il cosiddetto “range anxiety”, ovvero l’ansia da autonomia che rappresenta un ostacolo psicologico all’adozione degli EV.

Per le imprese che gestiscono flotte aziendali, la presenza di una rete capillare di ricarica rapida su percorsi extraurbani diventa un elemento decisionale concreto. Le aziende di logistica e i servizi di mobilità condivisa possono pianificare operazioni su scala regionale senza dipendere esclusivamente da infrastrutture private.

Implicazioni per operatori e gestori di infrastrutture

L’intervento di Enel modifica gli equilibri competitivi nel settore della ricarica pubblica. Operatori privati e Charge Point Operator (CPO) locali si trovano a confrontarsi con un’infrastruttura capillare gestita da un player nazionale. Questo può stimolare investimenti complementari in servizi ad alto valore aggiunto, come colonnine ultrarapide oltre 150 kW o hub di ricarica con servizi integrati.

Le amministrazioni comunali, che hanno rilasciato le concessioni di suolo pubblico per le installazioni, beneficiano di un servizio per i cittadini senza sostenere costi diretti di investimento. Rimane tuttavia la necessità di coordinare le future espansioni della rete per evitare sovrapposizioni o aree ancora scoperte.

Criticità e prospettive di sviluppo

Nonostante i numeri significativi, permangono alcune criticità. La potenza di 90 kW, pur classificata come rapida, risulta inferiore agli standard emergenti di ricarica ultrarapida (150-350 kW) che stanno diventando lo standard per i corridoi autostradali europei. Veicoli di nuova generazione con capacità di ricarica superiore non potranno sfruttare appieno le proprie potenzialità tecniche.

Inoltre, la concentrazione in cinque regioni lascia scoperte ampie zone del territorio nazionale. Regioni come Sardegna, Basilicata e Molise continuano a presentare una densità di infrastrutture insufficiente per garantire una mobilità elettrica senza limitazioni.

Integrazione con energie rinnovabili

Un aspetto strategico riguarda l’origine dell’energia erogata. Enel ha dichiarato obiettivi di fornitura da fonti rinnovabili per le proprie infrastrutture di ricarica, ma la tracciabilità effettiva dell’energia dipende dalla disponibilità di certificati di origine verde e dalla capacità della rete di bilanciare domanda e produzione rinnovabile nelle ore di punta.

L’ideale sarebbe l’integrazione con impianti fotovoltaici locali e sistemi di accumulo, che potrebbero garantire ricarica a zero emissioni anche nelle ore serali. Al momento, questa configurazione rimane limitata a progetti pilota.

Cosa significa per la Sicilia

La Sicilia è tra le cinque regioni beneficiarie del progetto, con un numero di colonnine installate proporzionale all’estensione territoriale e alle esigenze di mobilità. L’isola presentava finora una densità di infrastrutture di ricarica inferiore alla media nazionale, con concentrazioni prevalenti nelle aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina.

L’installazione di colonnine rapide lungo le direttrici provinciali (ad esempio le SS 114, 115 e 121) rappresenta un’opportunità concreta per chi utilizza veicoli elettrici per spostamenti professionali o turistici. La Sicilia, con oltre 25.000 km di strade, necessita di una copertura capillare per rendere praticabile la mobilità elettrica anche nelle aree interne.

Per le imprese siciliane che intendono elettrificare le flotte, la maggiore disponibilità di punti di ricarica pubblici riduce la necessità di investimenti esclusivi in infrastrutture private, sebbene la ricarica aziendale rimanga più conveniente in termini di costi operativi. Realtà come Energine possono affiancare le imprese nella valutazione di soluzioni ibride che combinano ricarica privata in sede e utilizzo della rete pubblica per le trasferte.

Prospettive per il 2025 e oltre

Il completamento dell’installazione delle 3.700 colonnine rappresenta un traguardo intermedio. Il PNRR prevede ulteriori fondi per l’espansione della rete fino al 2026, con attenzione particolare ai comuni sotto i 15.000 abitanti e alle aree rurali.

Parallelamente, l’Unione Europea sta definendo nuovi obblighi attraverso il regolamento AFIR (Alternative Fuels Infrastructure Regulation), che imporrà agli Stati membri densità minime di punti di ricarica rapida ogni 60 km lungo le reti TEN-T (Trans-European Networks – Transport).

Per operatori e aziende, il 2025 sarà un anno decisivo per pianificare investimenti in mobilità elettrica, sfruttando sia le infrastrutture pubbliche realizzate con fondi PNRR sia eventuali nuovi bandi regionali o nazionali per la ricarica privata.

Fonti dell'articolo
  1. GN: bandi colonnine · Enel, installate 3.700 colonnine di ricarica a 90 kW con i fondi PNRR. Tutte in cinque regioni · news.google.com
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Redazione Energine

Sintesi indipendente dalle fonti del settore energia in Italia. Modica, Sicilia.

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