MOBILITà

Rete autostradale italiana: il 50% ancora senza ricarica EV

Metà della rete autostradale nazionale manca di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. Un gap che frena l'adozione della mobilità sostenibile.

9 Lug 2026 6 min di lettura

Il ritardo infrastrutturale sulla rete autostradale

Secondo quanto riportato da The Watcher Post, solo il 50% della rete autostradale italiana dispone di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. Questo dato evidenzia un problema strutturale che rischia di frenare la transizione verso la mobilità elettrica nel nostro Paese.

La carenza di punti di ricarica lungo le principali arterie di collegamento rappresenta un ostacolo concreto per chi deve affrontare percorrenze medio-lunghe. Le autostrade costituiscono il tessuto connettivo della mobilità nazionale, utilizzate quotidianamente da migliaia di professionisti, aziende di trasporto e privati. Senza una copertura capillare di colonnine di ricarica veloce, l’ansia da autonomia rimane un deterrente significativo all’acquisto di veicoli elettrici.

Impatto sull’adozione dei veicoli elettrici

Il gap infrastrutturale ha conseguenze dirette sulla diffusione della mobilità elettrica. Per le aziende che gestiscono flotte aziendali, la mancanza di punti di ricarica affidabili lungo le tratte autostradali complica la pianificazione logistica e aumenta i tempi di percorrenza. Un veicolo commerciale che deve fermarsi per ricaricare in aree non servite perde competitività rispetto ai mezzi tradizionali.

Anche per i privati, l’incertezza sulla disponibilità di colonnine funzionanti rappresenta un freno psicologico. Sebbene il 90% delle ricariche avvenga a domicilio o sul posto di lavoro, la possibilità di viaggiare senza limitazioni resta un requisito fondamentale per chi valuta l’acquisto di un’auto elettrica. La percezione di una rete incompleta alimenta dubbi sulla praticità quotidiana di questi veicoli.

I numeri della transizione in Italia

Il parco circolante italiano conta oltre 39 milioni di veicoli, di cui solo una frazione è elettrificata. L’obiettivo europeo prevede la cessazione delle vendite di auto a combustione entro il 2035, ma per raggiungere questo traguardo serve un’infrastruttura adeguata. Le stime indicano che entro il 2030 serviranno almeno 30.000 punti di ricarica rapida su tutto il territorio nazionale, con densità maggiore lungo le autostrade.

Attualmente, le colonnine fast e ultra-fast presenti sulle aree di servizio autostradali coprono circa la metà delle necessità stimate. Le concessionarie autostradali stanno investendo, ma i tempi di autorizzazione e installazione rallentano il processo. Serve un coordinamento tra pubblico e privato per accelerare il deployment.

Roadmap di sviluppo della rete nazionale

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha destinato fondi significativi allo sviluppo della rete di ricarica pubblica, incluse le autostrade. L’obiettivo è installare colonnine ogni 60 chilometri sulle principali tratte, con potenze minime di 150 kW per garantire ricariche rapide in 15-20 minuti.

Le timeline prevedono il completamento della copertura autostradale entro il 2026, anno di scadenza dei progetti PNRR. Tuttavia, i ritardi accumulati nelle procedure amministrative mettono a rischio questa scadenza. Le concessionarie autostradali hanno lanciato gare per l’installazione di centinaia di punti di ricarica, ma la realizzazione effettiva dipende da autorizzazioni, allacciamenti alla rete elettrica e disponibilità di componenti.

Costi e modelli di investimento

L’installazione di una colonnina fast da 150 kW richiede un investimento compreso tra 50.000 e 80.000 euro, inclusi allacciamento e opere civili. Per stazioni con più punti di ricarica ultra-fast (350 kW), il costo può superare i 200.000 euro. Questi importi non includono i costi operativi di manutenzione e gestione, che gravano sugli operatori per tutta la vita utile dell’impianto, stimata in 10-15 anni.

I modelli di business variano: alcuni operatori come Enel X, Ionity o Be Charge gestiscono direttamente le infrastrutture, recuperando l’investimento attraverso le tariffe di ricarica. Altri schemi prevedono partnership tra concessionarie autostradali e fornitori di energia, con condivisione dei ricavi. La sostenibilità economica dipende dai volumi di traffico: le tratte più frequentate raggiungono il break-even in 3-5 anni, mentre quelle meno battute richiedono periodi più lunghi o incentivi pubblici.

Pianificazione Energine per colonnine strategiche

Energine sta sviluppando soluzioni di ricarica mirate per nodi strategici, in particolare quelli che collegano i principali centri urbani siciliani con il resto del network nazionale. L’approccio si basa su tre pilastri: potenza elevata, integrazione con fonti rinnovabili e gestione intelligente dei flussi energetici.

Le colonnine proposte raggiungono potenze di 150-300 kW, riducendo i tempi di sosta a 15-25 minuti per l’80% della capacità della batteria. L’integrazione con impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo permette di abbattere i costi energetici e garantire continuità di servizio anche in caso di picchi di domanda. La gestione smart consente di bilanciare il carico sulla rete elettrica, evitando sovraccarichi nelle ore critiche.

Target operativi e partnership

Energine punta a installare punti di ricarica presso aree di servizio, parcheggi di interscambio e snodi logistici. Il focus è su location ad alto traffico: autogrill, centri commerciali vicini ai caselli, hub di trasporto merci. Ogni intervento viene dimensionato in base ai flussi previsti e alle caratteristiche della rete elettrica locale.

La collaborazione con enti pubblici e gestori privati accelera i tempi di realizzazione. Per le aziende di trasporto, Energine offre soluzioni dedicate con contratti di fornitura energetica vantaggiosi e accesso prioritario alle colonnine, riducendo i tempi di inattività dei mezzi. Questo approccio integrato risponde alle esigenze operative di chi gestisce flotte aziendali o servizi di logistica.

Cosa significa per chi opera in Sicilia

La Sicilia sconta un ritardo infrastrutturale rispetto al Centro-Nord. Le autostrade A18 e A19, che collegano Catania-Messina e Palermo-Catania, dispongono di pochi punti di ricarica rapida, concentrati principalmente nelle aree di servizio gestite dai grandi operatori. Per le aziende siciliane che utilizzano veicoli elettrici, questo limita il raggio d’azione e complica la mobilità interregionale.

Energine lavora per colmare questo gap, proponendo installazioni presso nodi strategici come i porti di Palermo, Catania e Messina, dove si concentra il traffico commerciale verso la penisola. L’obiettivo è creare una rete che garantisca continuità di viaggio da Modica a Milano, senza preoccupazioni per l’autonomia. L’integrazione con impianti fotovoltaici locali riduce la dipendenza dalla rete nazionale e abbatte i costi, aspetto cruciale in un’isola dove il costo dell’energia è storicamente più elevato.

Per professionisti e aziende siciliane, investire oggi in mobilità elettrica significa anticipare un cambiamento inevitabile, ma richiede partner affidabili che garantiscano infrastrutture adeguate. Energine si propone come interlocutore tecnico per analizzare le esigenze specifiche, dimensionare le soluzioni e gestire l’intero ciclo di vita dell’impianto.

Prospettive e sfide da superare

Il completamento della rete autostradale di ricarica richiede sforzi congiunti. Le istituzioni devono semplificare le procedure autorizzative e coordinare gli investimenti. Gli operatori privati devono garantire affidabilità e capillarità del servizio. Gli utenti finali, aziende e privati, devono trovare convenienza economica e praticità d’uso.

Il traguardo del 2026 per la copertura completa delle autostrade è ambizioso ma necessario. Ogni mese di ritardo rallenta l’adozione dei veicoli elettrici e alimenta incertezza negli acquirenti. Chi oggi pianifica investimenti in mobilità sostenibile deve valutare non solo i costi dei veicoli, ma anche la disponibilità e l’affidabilità dell’infrastruttura di supporto. Solo con una rete capillare e performante la transizione diventerà realmente praticabile per tutti.

Fonti dell'articolo
  1. GN: ricarica EV · E-Mobility, il nodo autostrade: solo il 50% della rete ha la ricarica elettrica · news.google.com
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Redazione Energine

Sintesi indipendente dalle fonti del settore energia in Italia. Modica, Sicilia.

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