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Ricarica auto elettrica in estate: 5 accorgimenti contro il caldo

5 minuti di lettura a cura della redazione Energine
red and black car on road during daytime

Perché il caldo estremo rallenta la ricarica delle auto elettriche

Le batterie al litio dei veicoli elettrici sono progettate per operare in un range di temperatura ottimale compreso tra 15 e 35 °C. Quando la colonnina di vettura supera questa soglia durante le ondate di calore estive, il Battery Management System (BMS) attiva automaticamente il thermal throttling: un meccanismo di protezione che riduce la potenza di ricarica per salvaguardare le celle dall’invecchiamento precoce.

Secondo Rinnovabili.it, la ricarica rapida in corrente continua genera per sua natura stress termico: se a questo si aggiunge una temperatura ambientale superiore ai 35 °C, il sistema di raffreddamento a liquido dell’auto deve compiere un lavoro straordinario, con conseguente crollo della curva di ricarica dopo pochi minuti. Il risultato pratico: tempi di sosta più lunghi alla colonnina, anche del 30-40% rispetto alle condizioni ideali.

Cinque accorgimenti operativi per preservare la batteria

Evitare la ricarica rapida nelle ore centrali della giornata

La ricarica in corrente continua ad alta potenza (da 50 kW in su) sottopone le celle a un carico termico significativo. Pianificare le soste alle colonnine Ultra-Fast al mattino presto o dopo il tramonto consente di sfruttare temperature ambientali inferiori di 10-15 °C rispetto al picco diurno, riducendo il lavoro del sistema di raffreddamento e mantenendo più a lungo la potenza massima erogabile.

Scegliere postazioni ombreggiate e pre-climatizzare da remoto

Il sole diretto sulla carrozzeria fa lievitare la temperatura interna dei moduli batteria di diversi gradi. Preferire colonnine situate in parcheggi coperti o sotterranei limita questo effetto. Inoltre, se è necessario rinfrescare l’abitacolo prima della ripartenza, conviene attivare l’aria condizionata tramite app mentre l’auto è ancora collegata alla spina: l’energia richiesta dal compressore viene attinta direttamente dalla rete elettrica, senza gravare sulla batteria e aumentarne la temperatura interna.

Rispettare il limite dell’80% alle colonnine rapide

In estate, fermare la ricarica rapida all’80% di capacità diventa una regola ancora più stringente. Oltre questa soglia, la resistenza interna della batteria aumenta notevolmente, generando ulteriore calore proprio quando la chimica al litio è già sotto pressione termica. Per un viaggio autostradale, due soste brevi sfruttando la curva di ricarica ottimale tra 10% e 70% si rivelano più efficienti e meno dannose per lo State of Health della batteria rispetto a un’unica sosta prolungata fino al 100%.

Utilizzare il precondizionamento termico del navigatore nativo

Molti veicoli elettrici di ultima generazione attivano automaticamente il precondizionamento della batteria quando si imposta una colonnina rapida sul navigatore di bordo. In estate questo processo serve a raffreddare preventivamente le celle, portandole alla temperatura d’esercizio ideale prima dell’innesto del cavo. Utilizzare il navigatore integrato nell’auto invece di app di terze parti consente al BMS di preparare la batteria a ricevere la massima potenza possibile in sicurezza.

Applicare la regola del cool down dopo viaggi autostradali

Dopo ore di guida a velocità sostenuta, l’accumulatore ha già accumulato calore cinetico e termico. Avviare immediatamente una ricarica ad alta potenza significa sottoporre le celle a uno shock termico: attendere 5-10 minuti prima di collegare il cavo permette al sistema di raffreddamento di stabilizzare la temperatura e di accettare una potenza di ricarica superiore fin dai primi minuti di sosta.

Dati di mercato e diffusione delle colonnine in Italia

La necessità di gestire correttamente la ricarica estiva diventa sempre più rilevante con la crescita del parco circolante elettrico. In Italia, secondo i dati del Ministero dei Trasporti, al primo trimestre 2026 circolano oltre 280.000 veicoli elettrici puri, con un incremento del 42% rispetto allo stesso periodo del 2025. Parallelamente, la rete di ricarica pubblica ha superato le 45.000 infrastrutture, di cui circa il 18% in corrente continua sopra i 50 kW.

La concentrazione di colonnine rapide lungo le principali direttrici autostradali ha reso più agevoli i viaggi di lunga percorrenza, ma ha anche aumentato l’esposizione delle batterie a sessioni di ricarica ad alta potenza in condizioni climatiche non sempre ideali. Gli operatori infrastrutturali stanno progressivamente implementando tettoie fotovoltaiche sopra le stazioni di ricarica: una soluzione che fornisce ombreggiatura diretta ai veicoli e, al contempo, genera energia rinnovabile per alimentare le colonnine stesse.

Cosa significa per chi ricarica in Sicilia

In Sicilia, le temperature estive superano regolarmente i 38-40 °C tra giugno e agosto, con picchi oltre i 42 °C nelle aree interne. Questo scenario rende ancora più critica l’applicazione degli accorgimenti descritti. La rete di ricarica rapida isolana conta circa 120 punti in corrente continua distribuiti principalmente lungo la A19 Palermo-Catania, la A18 Messina-Catania e nelle aree urbane di Palermo, Catania e Siracusa.

Per i clienti Energine che hanno installato colonnine domestiche, la ricarica notturna in AC a bassa potenza (da 3,7 a 22 kW) rappresenta la soluzione ottimale durante i mesi estivi: temperature ambientali inferiori di 15-20 °C rispetto al giorno, assenza di stress termico e possibilità di sfruttare le tariffe elettriche biorarie più convenienti. Inoltre, chi dispone di un impianto fotovoltaico può programmare la ricarica nelle prime ore del mattino, quando i moduli producono già energia ma la temperatura è ancora contenuta.

Dal punto di vista normativo, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha stanziato 750 milioni di euro per il potenziamento della rete di ricarica pubblica italiana entro il 2026, di cui una quota significativa destinata al Mezzogiorno. In Sicilia sono previsti 1.200 nuovi punti di ricarica entro fine anno, molti dei quali dotati di coperture ombreggianti integrate.

Impatto sulla longevità della batteria: i numeri dello State of Health

Lo State of Health (SoH) misura la capacità residua di una batteria rispetto al valore nominale di fabbrica. Studi condotti da produttori automotive indicano che una batteria al litio ben gestita mantiene oltre il 90% della capacità originaria dopo 8 anni o 160.000 km. Tuttavia, l’esposizione ripetuta a ricariche rapide ad alte temperature può accelerare il degrado: ogni ciclo di ricarica oltre i 40 °C di temperatura delle celle può ridurre lo SoH di 0,1-0,2 punti percentuali in più rispetto alle condizioni ottimali.

Applicare i cinque accorgimenti descritti significa investire concretamente sulla durata della batteria, che rappresenta il 35-40% del valore totale di un veicolo elettrico. Per un proprietario che percorre 20.000 km annui, la differenza tra una gestione termica ottimale e una trascurata può tradursi in 2-3 anni di vita utile aggiuntiva dell’accumulatore, con un risparmio stimato tra 8.000 e 12.000 euro sul costo di eventuale sostituzione.

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