Rinnovabili

Tariffa incentivante CER fino al 2027: dati e opportunità reali

5 minuti di lettura a cura della redazione Energine
solar panel boards on brown ground

Il quadro normativo della tariffa incentivante per le CER

Le Comunità Energetiche Rinnovabili beneficiano in Italia di un sistema di incentivazione attivo fino al 31 dicembre 2027, previsto dal decreto legislativo 199/2021 di recepimento della direttiva RED II. La tariffa si articola in due componenti: una quota di valorizzazione dell’energia condivisa e un contributo a fondo perduto per le spese di investimento, riservato a comuni sotto i 5.000 abitanti.

La componente tariffaria vera e propria remunera l’energia autoconsumata virtualmente all’interno della comunità. Il GSE eroga un incentivo che varia in funzione della taglia dell’impianto e della configurazione: per impianti fotovoltaici fino a 200 kW in autoconsumo collettivo, la tariffa base parte da circa 100-110 euro per MWh, a cui si aggiunge il corrispettivo di valorizzazione dell’energia condivisa pari a circa 8-10 euro per MWh nelle zone Centro-Sud.

Il meccanismo prevede accesso diretto per impianti fino a 1 MW, mentre potenze superiori (fino al limite di 5 MW per configurazione CER) richiedono l’iscrizione a registri con contingenti trimestrali. La durata dell’incentivo è fissata in 20 anni dalla data di entrata in esercizio commerciale dell’impianto.

Fotovoltaico e altre tecnologie ammissibili

Il fotovoltaico rappresenta la tecnologia prevalente nelle configurazioni di comunità energetica già operative, per ragioni di maturità tecnologica e costo di investimento. Secondo dati GSE aggiornati a marzo 2024, oltre l’85% delle richieste di accesso agli incentivi CER riguarda impianti solari, con taglie medie comprese tra 80 e 150 kW.

Sono tuttavia ammesse tutte le fonti rinnovabili: eolico, idroelettrico (inclusi mini-hydro fino a 1 MW), biomasse e biogas. L’integrazione di più tecnologie consente di migliorare il profilo di produzione e aumentare la quota di autoconsumo: una CER che abbina fotovoltaico e mini-eolico può raggiungere coefficienti di contemporaneità tra generazione e consumo superiori al 45%, contro il 30-35% del solo solare.

La normativa impone che gli impianti siano di nuova costruzione o potenziati dopo il 15 dicembre 2021. Non sono ammessi impianti esistenti, salvo opere di revamping che aumentino la potenza di almeno il 30%. Questo vincolo limita la riconversione di asset già ammortizzati ma garantisce addizionalità degli investimenti.

Configurazioni ibride e accumulo

L’installazione di sistemi di accumulo elettrochimico non è obbligatoria ma aumenta sensibilmente la redditività. Simulazioni condotte da RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) indicano che una batteria da 50 kWh accoppiata a un impianto fotovoltaico da 100 kW può incrementare l’energia condivisa del 18-22%, con un miglioramento del ritorno economico di 2-3 anni sul periodo di ammortamento.

Gli accumuli non beneficiano di incentivi diretti all’interno delle CER, ma rientrano nei costi ammissibili per il contributo a fondo perduto nei comuni sotto i 5.000 abitanti, con copertura fino al 40% della spesa.

Valutazione economica per le imprese

Un’azienda manifatturiera con consumo annuo di 250 MWh, integrata in una CER con impianto fotovoltaico da 150 kW, può condividere indicativamente 80-90 MWh all’anno. A tariffe 2024, l’incentivo complessivo (tariffa + corrispettivo) genera un flusso di circa 9.000-10.000 euro annui per 20 anni, a cui si somma il risparmio sulla bolletta per l’energia autoconsumata fisicamente (circa 18.000 euro annui a 0,20 euro per kWh).

Il payback time per l’investimento in quota-parte dell’impianto (ipotizzando 1.200 euro per kW installato e ripartizione tra 4-5 soci) si attesta su 6-7 anni, con TIR post-incentivi intorno al 9-11%. I margini migliorano nelle regioni del Sud, dove l’irraggiamento maggiore (+15-20% rispetto al Nord) aumenta la produzione specifica.

Le PMI del settore agroalimentare, ceramico e metalmeccanico mostrano profili di carico particolarmente compatibili con la generazione solare nelle ore centrali della giornata. Casi pilota documentati in Emilia-Romagna e Puglia evidenziano coefficienti di autoconsumo superiori al 40% senza accumulo.

Rischi e barriere operative

Le principali criticità operative riguardano la gestione amministrativa della CER: costituzione del soggetto giuridico, ripartizione degli incentivi secondo criteri trasparenti, gestione dei flussi informativi con il GSE. Il processo di accreditamento richiede 4-6 mesi in media, con documentazione tecnica e catastale che deve rispettare requisiti stringenti di cabina primaria (perimetro massimo della comunità).

Un ulteriore elemento di attenzione è la stabilità normativa oltre il 2027. Secondo Qualenergia.it, la futura revisione della direttiva RED III (informalmente RED IV) potrebbe ridefinire target e meccanismi di sostegno post 2030, con un obiettivo rinnovabili al 65-70% sul consumo finale al 2040. La durata ventennale dell’incentivo copre comunque il periodo di maggiore esposizione finanziaria degli impianti.

Case study: due configurazioni a confronto

Una CER nel Modicano (Sicilia sud-orientale) con 6 soci tra artigiani e piccole imprese ha installato 180 kW fotovoltaici distribuiti su tre coperture. Producibilità annua: 270 MWh. Energia condivisa: 115 MWh (coefficiente 42%). Incentivo annuo GSE: 12.500 euro. Risparmio bolletta complessivo soci: 32.000 euro. Investimento totale: 210.000 euro, di cui 85.000 euro finanziati con contributo regionale. Payback previsto: 5,8 anni.

Una configurazione di autoconsumo collettivo in condominio produttivo a Bergamo (12 unità, di cui 8 laboratori e 4 uffici) ha realizzato 95 kW su tetto condominiale. Producibilità: 110 MWh annui. Energia condivisa: 48 MWh (43%). Incentivo: 5.200 euro annui. Risparmio: 14.000 euro. Investimento: 105.000 euro, autofinanziato. Payback: 7,2 anni. La differenza di performance rispetto al caso siciliano è ascrivibile alla minore irradiazione (-12%) e alla maggiore frammentazione dei consumi.

Cosa significa per chi opera in Sicilia

La Sicilia presenta condizioni favorevoli per le CER: irraggiamento tra i più elevati in Europa (1.600-1.750 kWh per kWp annui), diffusione di piccoli centri sotto i 5.000 abitanti (oltre 200 comuni eleggibili per il contributo a fondo perduto), tessuto produttivo con prevalenza di PMI energivore nel settore agroalimentare e manifatturiero.

La Regione Siciliana ha pubblicato nel 2023 un bando PO FESR con 20 milioni di euro per supportare la costituzione di CER, con contributi aggiuntivi fino al 50% delle spese ammissibili. Le domande chiudono a scorrimento fino a esaurimento risorse. Il cumulo con l’incentivo GSE è consentito nei limiti del regime de minimis.

Le imprese siciliane possono beneficiare di un LCOE (costo livellato dell’energia) fotovoltaica inferiore di 8-10 euro per MWh rispetto alla media nazionale, fattore che accorcia ulteriormente i tempi di ritorno. La disponibilità di superfici agricole o industriali dismesse facilita inoltre l’installazione di impianti di taglia medio-grande, ottimizzando economie di scala.

Prospettive al 2027 e oltre

Entro fine 2024, il GSE stima che saranno operative 150-200 CER in Italia, con una potenza complessiva installata di 80-100 MW. Il target implicito del PNIEC 2030 prevede 2,5 GW da configurazioni di autoconsumo e comunità energetiche, cifra che richiede un’accelerazione nei prossimi tre anni.

La scadenza del 2027 per la tariffa incentivante impone alle imprese una valutazione tempestiva. Gli impianti entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2027 bloccano il diritto all’incentivo per 20 anni, indipendentemente da eventuali modifiche normative successive. Ritardi autorizzativi o nella fornitura di componenti (moduli, inverter) possono compromettere l’accesso al regime agevolato.

Le comunità energetiche rappresentano inoltre un tassello della strategia di decarbonizzazione industriale. L’integrazione con colonnine di ricarica per flotte aziendali, sistemi di gestione della domanda (demand response) e contratti PPA (Power Purchase Agreement) per la quota di energia non autoconsumata apre scenari di ottimizzazione che vanno oltre il perimetro del singolo incentivo.

Ti è stato utile? Condividilo

Continua a leggere

← Tutti gli articoli

Hai un progetto e vuoi capire se conviene?

Leggere aiuta, ma ogni impianto fa storia a sé. Raccontaci la tua situazione: ti diciamo cosa è fattibile, con che tempi e con quali incentivi, senza impegno.

Back to top